Prima il contesto
Un’applicazione collaborativa deve sapere quali informazioni appartengono a una persona e quali possono essere rese disponibili ad altre. Il fatto che due adulti partecipino alla stessa classe non attribuisce loro accesso a ogni informazione della famiglia.
In Schooldo questa distinzione orienta il modello: contesto privato, delega e contenuto condiviso hanno responsabilità differenti.
Un esempio di progettazione
Immaginiamo un documento sintetico che contenga un avviso utile alla classe e altri dettagli personali. Prima della condivisione occorre individuare il contenuto pertinente e rivedere ciò che lo accompagna. L’interfaccia dovrebbe rendere comprensibile la destinazione e permettere di verificare il risultato.
Una copia ricevuta conserva inoltre un contesto diverso dall’accesso alla fonte originale. Le domande diventano: chi può correggerla? Come si riconosce una versione superata? Quali categorie di dati copre una delega esplicita?
Dai permessi al percorso
Le regole di accesso sostengono queste decisioni, ma la loro comprensione passa anche da nomi, anteprime e conferme. Un collaudo significativo deve provare persone e ruoli differenti, compresi i tentativi di accedere a ciò che non appartiene al proprio contesto.
Queste scelte sono parte del dossier Schooldo. Qui gli esempi sono sintetici: nessun dato di una famiglia è necessario per spiegare il problema.